Il Ratzinger-pensiero decriptato da Elettra Deiana
by zelda Tuesday, Apr. 19, 2005 at 7:23 PMmail:
La "Lettera sulla collaborazione dell'uomo e della donna nella
Chiesa e nel mondo"
La "Lettera sulla collaborazione dell'uomo e della donna nella
Chiesa e nel mondo", elaborata dalla Congregazione per la Dottrina
della Fede, su imput del cardinale Ratzinger, costituisce l'ennesimo
tentativo messo in atto dalle alte gerarchie della Chiesa cattolica
per depotenziare e vanificare la grande, straordinaria avventura di
liberazione e libertà umana che le donne hanno intrapreso in questi
decenni e che non sembrano affatto disposte ad abbandonare.
Tentativo che tenta di esercitarsi a fondo sul portato radicale -
vero e proprio mutamento antropologico dell'umano e delle relazioni
umane - della rivoluzione femminile. E tuttavia tentativo tutto
interno a un disegno che viene da lontano e non intende demordere.
Fare ordine (divino, ovviamente) nel disordine umano, ricondurre le
pecore (sempre smarrite, ovviamente, soprattutto se donne)
all'ovile, trovare nuovi linguaggi per riveicolare le verità e i
principi su cui si fonda da sempre il potere politico della Chiesa:
in questo è consistita la sfida che le gerarchie cattoliche hanno
lanciato da sempre, e reiteratamente, contro il cammino intrapreso
dalle donne. La "Lettera" di Ratzinger (e Woytjla) fa parte di
questa sfida. Quel percorso nomade e zigzagante continua infatti a
turbare, induce piani di restaurazione. Esso, lo sanno bene le
donne, è stato ed è sempre ad ostacoli, nella sfera privata e in
quella pubblica, negli amori domestici e nelle passioni civili, ed è
tuttavia obbligato se si vuol venire al mondo come soggetti
consapevoli e responsabili, come agenti, per quello che è nelle
nostre mani, dell'esistenza che ci è data, operando così
trasformazioni piccole e grandi su uno dei terreni essenziali
dell'esistenza: quelle relazioni tra i sessi su cui si incardina da
millenni ogni forma storicamente determinata di patriarcato.
Arcaico, moderno, globale; laico o integralista, benevolo o arcigno,
essenzialista o tecnologico. E da cui trae linfa vitale la stessa
pretesa escatologica della Chiesa, così strettamente connessa a un
ordine delle cose per definizione - il Dio Padre delle Scritture -
maschile.
Non a caso dunque, a più riprese, nel corso del suo lungo
pontificato, papa Woytjla è intervenuto per orientare in una
direzione prestabilita il flusso di idee, riferimenti,
rappresentazioni che la rivoluzione femminile e i saperi, le
pratiche, le acquisizioni femminili e femministe andavano
sedimentando nel corpo sociale. In Occidente e oltre, perché oggi il
mondo nella sua interezza è attraversato da quella carsica e
intermittente ma ostinata rivoluzione che le donne hanno impresso al
corso della vicenda umana. La presa di parola delle donne sul
proprio corpo sessuato e sul corpo sessuato dell'Altro, la
costruzione di un punto di vista, di un'ermeneutica dei rapporti tra
i sessi e della costruzione sociale che quei rapporti strutturano e
significano simbolicamente, una pratica relazionale tra donne e
uomini che ha messo radicalmente in discussione l'ordine
fallocratico, aprendo spazi di autonomia e autodeterminazione per
tutte e tutti, ridefinendo il significato e le modalità di
funzionamento di antichi vincoli parentali, abbattendo stereotipi e
ridisegnando le coordinate di senso, il confine tra il lecito e
l'illecito - sessualità, comportamenti e scelte di vita, famiglia:
in questo consiste il nocciolo duro e irrevocabile di quel vero e
proprio passaggio storico-antropologico che le donne sono state in
grado di operare, mettendo sottosopra e in fibrillazione stereotipi,
canoni, riferimenti. Ovviamente nel bene e nel male, come tutte le
grandi vicende umane, sempre in bilico tra autentica innovazione e
deludente omologazione, tra politica della trasformazione e trita
rivendicazione di diritti e opportunità, ma sempre, nel suo
complesso storico, sotto il segno di una rottura irriducibile. Per
molti inquietanti, per altri liberatoria. Su tutto questo c'è da
rifare ordine, ristabilire logiche, imporre scale di valori e
gerarchie. Papa Woytjla ha messo in gioco da tempo, a questo scopo,
una nozione forte e accattivante, fatta apposta per entrare nel
cuore e nelle menti delle donne, per scompigliare e sparigliare
questa nuova grammatica dell'antropologia umana di cui le donne sono
protagoniste. E così i documenti pontifici hanno accolto la nozione
di "genio femminile" e gli esperti delle Sacre Scritture hanno
doviziosamente reso omaggio, con dotti riferimenti biblici, a quel
genio, di cui, amano ricordare, la Vergine Maria è il sublime
prototipo. Molte donne, anche femministe, si sono lasciate
incantare.
La presunzione teleologica delle gerarchie cattoliche di fare
della
rivoluzione femminile - ovviamente purgata di eccessi e conflitti -
uno strumento funzionale sia al disegno divino, sia all'ermeneutica
ecclesiale e alla pretesa politica del Vaticano di dettare l'ordine
terreno delle cose, tutto questo passa oggi attraverso il tentativo
di riportare acquisizioni e conquiste femminili nei binari della
morale cattolica ed entro un orizzonte sociale di nuovo segnato dal
tradizionalismo sessuale e matrimoniale quella libertà femminile,
figlia di tante cose ma in particolare di un pensiero femminista che
ha saputo leggere e praticare il mondo nel conflitto e nel rapporto
tra differenza femminile e differenza maschile. Non a caso la
"Lettera" ignora nella maniera più assoluta l'esistenza della
differenza maschile, la parzialità maschile, dunque la radice di
quella reciprocità relazionale, privata e pubblica, tra i due sessi
su cui le donne hanno fatto chiarezza. E non a caso la "Lettera"
mette sotto tiro l'idea stessa della libera soggettività femminile,
che si va costruendo - sul piano pratico e su quello della
riflessione teorica - fuori da ogni determinazione oggettiva e da
ogni vincoli precettivo. Ogni donna per quello che vuol fare, sul
piano sessuale, familiare, sociale, politico, della rappresentazione
di sé e del mondo. Insomma proprio il contrario della funzionalità
del sesso femminile al disegno salvifico di Dio.
Elettra Deiana
http://www.liberazione.it/giornale/040806/LB12D683.asp
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